Melanzane al cioccolato
© Luca Daddi

Ingredienti

1 Melanzane lunga
2 cucchiai Farina di riso
Olio di semi per friggere
200 gr (160+40) Cioccolato fondente
110 gr (50+60) Acqua
100 gr Zucchero di canna
10 gr Farina 00
20 gr Cacao amaro in polvere
60 gr Acqua
1 cucchiaio Frutta candita Zenzero o arancio
1 cucchiaio Mandorle in scaglie

Melanzane al cioccolato

Provate questa inusuale combinazione di sapori. Promettiamo che ne rimarrete estasiati!

  • Porzioni 4
  • Media

Ingredienti

Procedimento

1
Fatto

PREPARAZIONE DEL CIOCCOLATO

Fate sciogliere 160 gr. di cioccolato fondente a bagnomaria.
Procedete temperando il cioccolato fuso: versatene 2/3 su un tappetino di silicone od un piano di acciaio o marmo e con una spatola lavoratelo delicatamente per farlo raffreddare.
Quando inizierà ad addensarsi, unitelo al rimanente 1/3.
Versatelo in quattro stampini di silicone, capovolgete e fate scolare bene il cioccolato in eccesso.
Quindi fate raffreddare in frigorifero o freezer.

2
Fatto

PREPARAZIONE DELLA SALSA

Nel frattempo fate sciogliere lo zucchero di canna in 50 grammi di acqua e successivamente aggiungete i rimanenti 40 gr. di cioccolato fondente.

A parte setacciate la farina ed il cacao, quindi amalgamate con 60 grammi di acqua.
Unite questo impasto al cioccolato fondente e sciroppo di zucchero e fate addensare a fuoco basso.
Quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare a temperatura ambiente.

3
Fatto

FRITTURA DELLE MELANZANE

Sbucciate le melanzane e tagliatele a rondelle alte circa 3 mm.
Passatele nella farina di riso e fatele dorare su entrambe i lati in una padella con olio ben caldo.
Scolate e fate asciugare su carta assorbente.

4
Fatto

UNIRE IL TUTTO

Togliete gli stampi dal freezer e delicatamente liberate il bicchierino di cioccolato temperato.
Alternate all’interno del vasetto ottenuto, uno strato di salsa al cioccolato con una fetta di melanzana e qualche scorzetta di zenzero o arancio candita.
Dovrete ottenere 3 strati per ogni vasetto, terminando con la salsa al cioccolato.
Finite il dessert guarnendo con qualche scaglia di mandorla e una scorzetta di zenzero o di arancio candita.
Potete servire accompagnando con una cialda o un frollino.

Gabriele Palloni

Chef, docente e autore di libri

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Gabriele Palloni Vegan Chef fiorentino classe 1968. 
Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero Aurelio Saffi, nel 1984 inizia la sua carriera lavorativa presso alcuni ristoranti di cucina tipica toscana.
Anche se vegetariano dal 1987, per lui è ancora molto difficile coniugare la scelta etica di vita nel rispetto degli altri esseri senzienti con il suo lavoro, a causa della carenza di locali vegetariani e tantomeno vegani.
Dopo 12 anni come chef diventa socio del Lidò Club lanciando uno dei Brunch più suggestivi e famosi della città. Dopo un breve periodo di pausa dai fornelli, riappare nel 2010 con l’esperienza di Cibarius, presso “La Gabbia Matta”. Diventa Vegano e inizia a proporre una cucina sempre più coerente con le proprie scelte antispeciste e nello stesso anno pubblica un piccolo libro di ricette “Speriamo che sia Vegan”. Dal 2013 si dedica esclusivamente alla cucina Vegan, proponendosi come chef a domicilio e attraverso varie collaborazioni, eventi e consulenze in alcuni locali di Firenze e collabora puntualmente con la trasmissione “Restiamo Animali” in onda in varie emittenti radiofoniche italiane, curando la rubrica “Il Pasto Gentile”. Dal 2014 tiene corsi di cucina cruelty free presso “l’Istituto Alberghiero Buontalenti” di Firenze. E nel 2016 pubblica un secondo libro “La cucina regionale italiana Vegana” edito da Newton e Compton oltre a collaborare assieme all’amico Riccardo Gualtieri al libro “Come il calcio sui maccheroni” (in sostegno alla Fondazione F.I.R.M.O.) Tutte esperienze che gli offrono la possibilità oltre che a lavorare e sperimentare, anche di poter diffondere questa nuova sensibilità in crescita, che si esprime attraverso una ricerca culinaria nonviolenta.
 Definisce la cucina come un’esperienza simile all’alchimia, affermando che: “Tutti i piatti vegan sono di gran lunga più buoni, perché a differenza di ciò che si pensa, cioè che per seguire un’alimentazione vegan dobbiamo togliere molti ingredienti, in realtà se ne deve aggiungere uno solo, il più importante: il rispetto per altre forme di vita capaci di provare sofferenza e quando gusti questo sapore, niente può essere più buono!”